Disattese le aspettative delle aziende vitivinicole italiane

30 Maggio 2020
Published in Comunicati Stampa
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Disattese le aspettative delle aziende vitivinicole italiane, destinatarie dei fondi della promozione vino sui Paesi terzi per l’annualità 2020
, che attendevano dalla Conferenza Stato-Regioni che avrebbe dovuto riunirsi il prossimo 4 giugno,  le modifiche del DM 3893/2019 (a firma Gianmarco Centinaio) che avrebbero dovuto introdurre semplificazioni e nuove procedure, allineate alla situazione di emergenza pandemica derivata dal Covid-19 presente su tutti i Paesi del pianeta, volte a sbloccare la spesa collegata ai programmi approvati lo scorso mese di settembre, in epoca non sospetta ed a tutt’oggi praticamente bloccati.
Questa la sintesi delle novità che erano attese recependo le richieste delle organizzazioni della filiera:
 
PER I PROGETTI PROMOZIONE 2019/2020
 
·         Neutralizzazione delle sanzioni collegate al mancato raggiungimento della soglia minima di spesa progettuale ovvero i soggetti che incorrano nelle fattispecie di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 dell’articolo 17 del DM n. 3893/2019, potranno presentare progetti di promozione nei successivi esercizi finanziari comunitari;
·         Modifica dei i termini entro cui i programmi di promozione dell’annualità 2019/2020 dovranno terminare, prorogando l’attuale termine del 31 dicembre 2020 al 31 marzo 2021;
·         Possibilità di innalzare il livello di finanziamento comunitario, in attuazione delle previsioni contenute nel Regolamento di esecuzione (UE) 2020/132, aumentando la percentuale di contribuzione alle spese sostenute dai soggetti beneficiari durante l’annualità 19/20 fino a un massimo del 60%, mantenendo fermo il limite delle risorse già stanziate ed attribuite a ciascuno dei beneficiari individuati;
·         Introduzione di un istituto, definito “Variazione straordinaria”, che permetta ai soggetti beneficiari di spostare risorse tra i paesi previsti da un programma di promozione approvato, in deroga a quanto previsto dall’art. 15, comma 4, del DM n. 3893/2019;
·         Possibilità da parte dei beneficiari del contributo già ammesso di realizzare la azioni contenute in un’istanza di variante ai sensi dell’art. 15, c.1, lett. b), dalla data di presentazione dell’istanza stessa. Tuttavia, le eventuali spese realizzate in variante saranno ritenute ammissibili solo nel caso in cui le autorità competenti dovessero approvare la richiesta di modifica del programma di promozione.
·         Riduzione dei tempi previsti tra la presentazione della variante e lo svolgimento delle attività per le quali si chiede la modifica, passando dagli attuali 45 giorni a 15 giorni, e del termine entro cui è possibile presentare l’ultima richiesta di variante, passando così dai 60 giorni dalla conclusione del programma a 30 giorni.
 
Inoltre con un nuovo decreto direttoriale del direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica verrà prevista la possibilità di:
 
·         Modificare il numero massimo di richieste di variante che ogni beneficiario può presentare durante la realizzazione di un programma (attualmente fissato a 01);
·         Modificare il massimale di spesa previsto per alcune tipologie di operazioni di promozione, come ad esempio le spese per pubbliche relazione ed expertise posto ora al 5% e da alzare al 20%.
·         Permettere lo svolgimento di attività di promozione svolte a distanza tramite le piattaforme telematiche di comunicazione previo inserimento delle nuove azioni all’interno dell’allegato M al Decreto direttoriale del 30 maggio 2019 n. 38781 (avviso per la presentazione dei programmi promozione 2020)  .
 
PER PROGETTI PROMOZIONE 2020/2021
 
·         Fissazione al 30 settembre 2020 del termine di pubblicazione, da parte della  direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica dell’avviso riguardante la presentazione dei programmi 2021;
·         Differimento al 31 marzo 2021 del termine entro cui Agea stipula i contratti con i soggetti beneficiari individuati;
·         Fissazione al 1° aprile 2021 per l’avvio delle attività collegate ai progetti riguardanti l’annualità 2020/2021.
 
Quindi tutto rinviato al 18 giugno 2020, data in cui è già calendarizzata la convocazione della Conferenza Stato Regioni e nella speranza che ancora una volta non vadano disilluse le trepidanti aspettative degli operatori che con le loro aziende rappresentano la più importante voce dell’export agroalimentare italiano nel mondo messa a rischio per i ritardi della politica e della burocrazia.
 
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